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Seconda metà anni '70
1977/78: Quando i conti non tornano
Il campionato ‘76/77 aveva lasciato il segno. Certo, la conquista della seconda posizione in classifica doveva essere considerata come traguardo assolutamente prestigioso per una matricola. Infatti, negli ambienti calcistici nazionali, la Paganese fu considerata come una vera e propria sorpresa ed ebbe lodi e complimenti da mezza Italia.
Nel solco di quel brillante campionato, la tifoseria pensava di poter vedere all’opera anche nel ‘77/78 una squadra altamente competitiva in grado di dare l’assalto alla prima posizione in classifica. Ma bisognava fare i conti con la realtà che vedeva i dirigenti esposti oltre misura in Banca per operazioni che avevano riguardato l’anno precedente.
Le riunioni dello staff dirigenziale partorirono l’idea che bisognava rientrare nelle esposizioni personali per non allargare il buco del disavanzo societario. Bisognava, allora, formare una squadra giovane con elementi di valore che non incidessero troppo sui bilanci disastrati della società.
I risultati furono, però, di molto inferiori alle attese. Per vincere la prima partita di campionato si dovette aspettare la sesta giornata quando la Paganese sconfisse per 2 a 1 il Latina. Pochi gli acuti nella stagione.
La squadra finì al decimo posto in classifica fra la delusione della tifoseria che si attendeva ben altro piazzamento, abituata com’era ai successi eclatanti del campionato ‘76/77.
Da segnare – cosa mai avvenuta prima – la partecipazione al torneo anglo – italiano con gare che si disputarono sia in Inghilterra che in Italia.
1978/79: Il campionato ‘78/79 fu disastroso. Fu richiamato Gennaro Rambone alla guida della squadra perché si pensava che i risultati negativi del precedente campionato potessero dipendere da una guida tecnica non rispondente. Rambone però non poteva fare miracoli con una rosa che non era quella del ‘76/77. Ad ogni buon conto il tecnico napoletano dovette accontentarsi di quello che passava il convento e, nonostante richiedesse rinforzi a tutto spiano in ogni possibile occasione, non ci fu verso per convincere i dirigenti a fare ulteriori sacrifici economici.
La società si muoveva oramai al risparmio e pensava che potesse bastare un tecnico di valore per arrivare a grossi traguardi. La squadra incominciò male il campionato. Poi, nella giornata in cui ci si attendeva la prova della verità, gli azzurrostellati incapparono anche in una giornata poco felice del direttore di gara di turno. Si giocava Paganese – Reggina, una partita combattutissima. A pochi minuti dalla fine segnò la Reggina, la Paganese cercò in tutti i modi riequilibrare la partita ed in seguito da un rigore non concesso dal signor Vallesi di Pisa ci fu un’invasione solitaria di un esagitato. L’arbitro fischiò precipitosamente la fine ed il Giudice sportivo comminò alla società una lunga squalifica del campo. A fine torneo la Paganese si classificò ultima retrocedendo in serie C2.
1979/80: Riscatto immediato
Il riscatto è immediato, proprio quando nessuno se lo aspettava. Con inaspettata autorevolezza, La Paganese ritorna subito in serie C1 sotto la sapiente guida di un giovanissimo Vincenzo Montefusco. E’ l’anno del miracolo. Nessuno, infatti, alla vigilia del campionato avrebbe scommesso un soldo buco sulle possibilità di promozione della squadra. E’ il trionfo della competenza e della saggia politica societaria impostata e voluta da Vincenzo De Risi, chiamato al comando della società in uno dei momenti critici della stessa. De Risi compie un vero e proprio capolavoro. Con pochi soldi allestisce una squadra con elementi con elementi di grande valore tecnico – agonistico che negli ultimi anni non avuto molta fortuna, con elementi che hanno fame di arrivare in alto.
E’ un campionato esaltante, in crescendo, ed Enzo De Risi riesce a dimostrare che non sempre nel calcio vince chi spende di più. La sua opera è ampliamente riconosciuta dalla stampa, tanto che viene identificato come “l’uomo della Provvidenza”.
La squadra gioca che è un piacere vederla all’opera. Durante il campionato poche volte si teme per il risultato finale, quando poi la Paganese riesce ad espugnare Messina nel girone di ritorno, si capisce che oramai è fatta e che non bisognava preoccuparsi più di tanto dell’andamento galoppante del Cosenza, visto che i posti per la C1 sono due. Così la squadra di Montefusco può anche permettersi il lusso di perdere l’ultima partita a Vittoria, in Sicilia