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Prima metà anni '70
1970/71: Abbonamento al terzo posto?
La Paganese sembra essere abbonata alla regola del tre. Negli ultimi due campionati appena disputati, si classifica al terzo posto. Il terzo tentativo, quello del 1970/71, non si discosta molto dai precedenti. Ancora una volta gli azzurrostellati trovano la corazzata Turris sulla loro strada. I corallini, che nel campionato precedente hanno visto sfumare le ambizione di vittoria proprio sul filo di lana in favore del Savoia, partono più che determinati a centrare il bersaglio.
La guida tecnica della Paganese viene affidata inizialmente ad un grande del calcio italiano: Guido Gratton, ex centrocampista della Fiorentina e della Nazionale, uno dei primi allenatori del periodo che parla di gioco totale. Gratton, anzi, è un propugnatore del cosiddetto gioco a fisarmonica, tutti avanti o tutti dietro a seconda delle circostanze. Le sue teorie non riescono a centrare il bersaglio, i calciatori non seguono le sue direttive ed i risultati non arrivano finchè non arrivano le sue dimissioni sull’onda della contestazione popolare.
Arriva Giacomo De Caprio, uomo navigato ed espertissimo della categoria. La squadra sembra avere un sussulto. E’ una formazione allo sbando quella che eredita De Caprio che chiarisce subito il suo credo: bisognava ritornare a giocare all’italiana. Ma contro lo strapotere della Turris c’è ben poco da fare gli azzurrostellati perdono il confronto diretto a Torre del Greco per due a zero.
La squadra di De Caprio ancora una volta si deve accontentare del terzo posto in classifica. La nota positiva è rappresentata dallo sfizio di battere i rivali di sempre di Nocera per tre reti a zero.
1971/72: La conquista del terzo posto per tre campionati consecutivi lasciava ben sperare e per questo Attilio De Pascale, che cominciava ad accusare il peso di una gestione parecchio onerosa, diede ancora una volta mandato a Valese di allestire una squadra in grado di competere da pari a pari con le migliori del campionato. Ma le previsione della vigilia non si avverarono. Dopo un buon inizio, la squadra incappò in una lunga serie di risultati negativi, tant’è vero che oltre ad una crisi societaria, si procedette al cambio dell’allenatore più che altro per dare una scossa all’ambiente, demoralizzato oltre misura dai continui risultati negativi. Ma le cose non migliorarono molto dopo un’iniziale ripresa che coincise con la vittoria sulla Nocerina a Pagani. La squadra si classificò all’ottavo posto, il peggiore piazzamento nella sua breve permanenza in serie D
1972/73: Si punta a migliorare la posizione in classifica dell’anno precedente. Incaricato di guidare la squadra è Ercolino Castaldo, ex torrese, uomo di grande caratura tecnica. Gli inizi però sono stati disastrosi. La squadra perde fuori casa con il Savoia, in casa col Pomigliano e ancora fuori casa con la Sessana. I dirigenti si guardano in faccia e, come avviene nei momenti di crisi, non potendo licenziare in troco i componenti della squadra, dando il benservito a Castaldo. La panchina viene affidata a Nicola D’Alessio. La squadra sembra avere un sussulto, come capita nei cambi di timoniere, ma alla fine i risultati non daranno ragione a D’Alessio perché la Paganese si salva per miracolo piazzandosi al 14° posto in classifica.
1973/74: Si riparte con Nicola D’Alessio alla guida, cui viene riconosciuta grande professionalità oltre che un’innata dote di comando. D’Alessio, denominato “sceriffo” negli ambienti sportivi, vuole garanzia sull’allestimento della squadra: viene accontentato. Arrivano pezzi da novanta per l’attacco: Angelo Mammì e Natale Mazzeo. Dalle giovanili della Casertana, arrivano il portiere Simonelli, il difensore Carannante, il centrocampista Ottobre e gli attaccanti Malacario e Spadafora. Simonelli tra l’altro, stabilisce il record di imbattibilità: non prenderà gol in undici gare per un totale di 1041 minuti. E’ nella parte finale del campionato che la squadra perde i colpi decisivi che l’allontanano dal primo posto. Ennesimo terzo posto finale per gli azzurrostellati.
1974/75: Ormai l’obiettivo dichiarato, che è come un tarlo nella mente dei dirigenti, è la conquista della serie C. Sotto a chi tocca, dunque. Si parte con Giancarlo Vitali alla guida della squadra che viene allestita senza badare troppo a spese. L’accoppiata Mammì – Mazzeo, che ha dato prova del suo valore, viene confermata in attacco ma arrivano a supporto anche Tonino Albano e l’ala Fiorillo.
A novembre, visto che la squadra accusa qualche pausa di troppo ed è incostante nel rendimento Vitali viene sostituito in panchina da Gennaro Rambone. E’ quarto posto finale, anche se ormai incomincia ad intravedere all’orizzonte un futuro più roseo.