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Missione compiuta
Dopo l’impresa della passata stagione conclusasi con la salvezza conquistata in extremis attraverso i play-out contro il Lecco, il presidente Trapani, forte dell’esperienza fatta nei dodici mesi precedenti, modifica le strategie di mercato e di costruzione dell’organico. Il dg D’Eboli già da tempo era in parola con il tecnico Eziolino Capuano, che aveva dato il suo ok per il passaggio alla Paganese a salvezza ottenuta. Trapani e D’Eboli volevano ingaggiare un allenatore esperto della categoria dopo l’esperienza negativa con il giovane Cosco.
Capuano mantiene la parola data approdando sulla panchina azzurra. In città cresce l’entusiasmo dopo gi arrivi del talentuoso Tisci dal Foggia, dell’esperto Taccola in difesa e del coriaceo Caracciolo a centrocampo; tutta gente che vanta curriculum di tutto rispetto, più un nugolo di giovani di belle speranze che infiammano i cuori dei tifosi. Quest’ultimi staccano più di ottocento abbonamenti e sognano ad occhi aperti per le trattative come Riganò e Biancolino che poi si riveleranno autentici flop nel corso della stagione nelle rispettive squadre Ternana e Cremonese il primo e Juve Stabia il secondo.
La stagione ufficiale inizia il 19 agosto con la prima uscita dinanzi al pubblico amico in Coppa Italia contro il Cosenza sconfitto con un secco 2-0. Il campionato riserva però subito amarezze con l’esordio amaro al “Torre” con il Foligno che supera gli azzurri per 2-1 già privi di Tisci, infortunatosi alla vigilia del match. Gli spettri della stagione precedente, con la Paganese sempre relegata in fondo alla classifica, si materializzano sette giorni dopo al “Pinto” di Caserta, dove gioca le gare casalinghe il Real Marcianise fresco approdato in Prima Divisione. Nonostante una buona gara e gol subiti per un soffio, sono gli uomini di mister Fusi a cogliere i tre punti grazie ad una rete di Galizia. Alla terza giornata la Paganese rompe il ghiaccio battendo la Pistoiese di mister Miggiano, il trainer della salvezza miracolosa e di Fanasca, che poi ritornerà a vestire l’azzurro a gennaio.
E’ una squadra tutta nuova quella che Capuano con meticoloso lavoro sta cercando di plasmare attorno a capitan De Giosa, unico superstite della passata stagione unitamente al giovane Giudice, poi ceduto al Sapri. E’ un avvio altalenante quello degli azzurrostellati, sicuramente superiore sulla carta alla Paganese dell’esordio in C1 ma che stentano a fare risultati. La crisi di inizio stagione si acutizza cin la sconfitta dinanzi a tremila spettatori circa nel derby con la Cavese che segna anche il debutto tra i pali con la maglia della Paganese di Armando Pantanelli, chiamato a sostituite Castelli che non aveva convinto per persistenti problemi ad un tendine d’Achille. Nel dopo derby si scatena la prima ed unica contestazione, anche aspra, della tifoseria o meglio di una parte di essa verso Capuano, pesantemente apostrofato all’uscita dello stadio ma difeso a spada tratta dal presidente Trapani che, per la prima volta in sei anni, pronuncia una frase che ha tremare i polsi dei tifosi: “un’altra contestazione così incivile e lascio la Paganese”
Nella settimana successiva alla mini spaccatura tra tifoseria e tecnico, inizia la riscossa che determina un filotto di tre vittorie consecutive. Si espugna Taranto con un colpo di biliardo di Ivan Tisci che non sarà il calciatore simbolo del sacrificio tattico ma ha un piede vellutato come pochi e mette il pallone dove vuole. Il tris si completa con una doppia vittoria casalinga: con Lanciano, fondamentale ai fini della classifica avulsa, e Perugia, battuto grazie alla doppietta dell’attaccante Di Cosmo, uniche tratte della sua avventura alla Paganese chiusasi a gennaio. E’ il 2 novembre quando la Paganese sigilla la prima storica vittoria sul Perugia e dovrà trascorrere più di un mese per rivedere gli azzurri conquistare tre punti, che arrivano il 7 dicembre nel derby con il Sorrento, grazie ad un rigore trasformato da Tisci: la sua quarta ed ultima rete con la casacca azzurrostellata. L’ex fantasista di Modena, Avellino e Foggia è costretta a cambiare casacca, lasciando però una eredità di otto punti scaturiti dalla sue preziose marcature; alla fine - pur lasciando la squadra a gennaio – risulterà il più prolifico marcatore azzurro, in un reparti offensivo che risulterà alla fine il peggiore del campionato con 21 reti. Tisci si accasa al Lanciano: un addio dettato sia dalle esigenze di bilancio che di un nuovo assetto tattico che Capuano ha in mente per il girone di ritorno. Tagliati i rami secchi come i vari Mendil, Di Cosmo, Stentardo, Ingrosso, arrivano Fanasca, il brasiliano Diogo Monteiro dal Bari via Udinese, la punta Zarineh dalla Roma, Cucciniello dal Perugia: tutti giovani all’esordio in categoria ma vogliosi di scarificarsi e mettersi a disposizione del tecnico per raggiungere la salvezza nel delicato girone di ritorno.
Capuano lancia la sfida: accetta il ridimensionamento numerico dell’organico, che tuttavia mantiene la struttura portante. La Paganese vira al giro di boa a quota 21 con una gara da recuperare: il derby con la Juve Stabia, rinviato per ordine pubblico.
Il civettuolo campo sportivo di Tramonti è la base degli allenamenti della Paganese che crea tra i Monti Lattari il miracolo della salvezza anticipata. Forte della grinta di Taccola, emblema dell’esperienza e della verve della nidiata di giovani, la Paganese, guidata dal suo stratega, inizia la sua corsa verso la salvezza.
L’obiettivo è conquistare altrettanti punti nel girone di ritorno. Ma non sarà facile. Una speranza, nonostante il pari finale, lo dà la prestazione nel recupero con le vespe. Nell’occasione viene fuor l’immagine di una squadra sicura di sé e vogliosa di imporsi, con una personalità forte; una squadra mai doma che dà tutto quello che aveva in corpo mettendo alle corde l’undici di Bonetti surclassato nell’intensità e nel gioco da una grande Paganese. Una squadra da applausi quella che vince a Pistoia una gara decisiva per il cammino verso la salvezza; quella che blocca il Benevento ed il Potenza in una bufera di neve ma che poi, inopinatamente, come nel girone d’andata, perde con Gallipoli e Cavese, anche se, in questo caso, grida ancora vendetta il gol del pareggio ingiustamente annullato ad Imparato.
Nelle ultime dieci gare inizia il conto alla rovescia verso l’obiettivo salvezza. Capuano lascia in panchina fino a fine stagione Pantanelli, incerto, secondo il trainer salernitano, in qualche occasione e nella gara con il Taranto lancia tra i pali il secondo Melillo, autentica sorpresa del finale di stagione. Gli azzurri fino alla fine mettono in fila otto pareggi; stoico quello conquistato nel Far West di Crotone con aggressioni ai calciatori azzurri a fine gara, e due vittorie storiche: quella conquistata al “Curi” di Perugia con vantaggio di Fanasca, pareggio momentaneo di Mazzeo, e rete al novantatreesimo di De Giosa e quella con il Taranto.
Il punto della matematica salvezza giunge però all’ultima giornata al “Menti” di Castellammare. La Paganese raggiunge quota 41, gli stessi del Lanciano. Entrambe sono appaiate al quintultimo posto ma gli azzurri sono favoriti dagli scontri diretti che la vedono in vantaggio: la Paganese è salva.
Di ritorno da Castellammare circa un migliaio di tifosi, ai quali era stata vietata la trasferta nella città delle terme per ordine pubblico, attendono il pullman della Paganese dinanzi allo stadio dove iniziano i festeggiamenti per l’ennesima stagione trionfale dell’era Trapani