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Le origini
La fondazione dell’Unione Sportiva Paganese si ebbe solo nel 1926 ad opera di un nutrito gruppo di sportivi paganesi.
La società divenne operativa nell’ottobre del 1927 quando fu composto anche il primo consiglio direttivo ma mancava però il terreno di gioco. Si trattava di un problema di non poco conto perché i calciatori dovevano esibirsi, quando le condizioni meteorologiche lo permettevano, in una vasca adibita alla raccolta delle acque, la cosiddetta vasca Pignataro, vero e proprio contenitore delle acque provenienti dal Monte Albino. La situazione cambiò però dopo poco, con la costruzione del campo sportivo. Il primo campo nacque al centro del paese, in corso Ettore Padovano, dove oggi è ubicata la Villa Comunale, e prese il nome di “del Pino” simbolo del Comune di Pagani fin dal 1806, anno in cui si era avuto il distacco da Nocera. Il pino era stato piantato a dimora trecento anni prima da suora Serafina da Capri, fondatrice del convento adiacente al campo, oggi convento della Purità.
1928/29: L’affiliazione alla FIGC
Dopo il campo, dunque, era stata costituita anche la società, elementi indispensabili per poter organizzare la squadra che sarebbe stata per la prima volta ai nastri di partenza di un torneo ufficiale. Dopo la necessaria affiliazione alla FIGC avvenuta nell’agosto del 1928, la Paganese fu inserita nella stagione 1928/29 nel campionato di III Divisione. La squadra fu affidata alla guida tecnica del signor Venturini di Vicenza, ex della Salernitana che ricoprì il doppio ruolo di calciatore – allenatore. Attorno a lui fu costruita una squadra giovane, con alcuni promettenti elementi locali, affiancati da giocatori esperti provenienti da altre società.
I risultati furono altalenanti, ma si trattava pur sempre di una prima esperienza. Gli spettatori si moltiplicarono in poco tempo e le gesta sportive di Nicola De Pascale, unanimemente riconosciuto come uno degli elementi più classici e dotati della formazione, contribuirono a far crescere l’interesse attorno a questo nuovo sport. La squadra collezionò sei vittorie, perse cinque gare e ne pareggiò altrettante.
A fine campionato la squadra, classificatasi al terzo posto, fu ammessa al torneo di II Divisione calabro – siculo – campano.
1929/30 da qui inizia la vera storia della Paganese
Il campionato 1929/30 segna una pagina indelebile del calcio locale. Solitamente chi si riferisce al passato calcistico degli azzurri esordisce con un laconico e poco documentato: “la Paganese del 1929/30 disputò un grande campionato, battendo anche la Reggina”.
Non tutti sanno, ad esempio, che la Paganese incontrò in amichevole al campo “del Pino”, nel giugno del ’29, in previsione del’allestimento della nuova compagine che doveva affrontare il primo campionato di seconda divisione, sia la Biellese che l’Ambrosiana Inter, squadre della massima divisione nazionale impegnate in campionato a Napoli. La squadra azzurra vinse contro la Biellese e pareggiò con l’Ambrosiana – che si sarebbe laureata campione d’Italia al termine della stagione – lasciando un’ottima impressione, al di là del risultato. Ci fu anche un’altra importante amichevole sempre disputata al campo “del Pino” l’11 ottobre del 1929 con la forte formazione del Cagliari. La gara terminò con il punteggio di tre a tre.
E’ una storia pregnante, densa di soddisfazioni; degna di essere tramandata anche nei piccoli particolari.
Il campionato è avvincente con un testa a testa contro la corazzata Reggina. Ed è proprio la gara, conclusasi 2-0 per gli azzurrostellati, ed il dopo-gara contro i calabresi a lasciare pesanti strascichi proprio in casa Paganese. Infatti, la FIGC meridionale inflisse alla Paganese la squalifica del campo “del Pino” a tempo indeterminato, per gravi incidenti avvenuti nel corso delle gara ed alla fine della gara.
La dura punizione inflitta trovò impreparati i dirigenti ed i massimi esponenti politici del tempo che mal digerivano una decisione ritenuta assolutamente immeritata. In un primo momento si pensò addirittura di ritirare la squadra dal campionato. Alla fine prevalse il buon senso e la squadra si presentò regolarmente in campo all’”Arenaccia” il 19 gennaio 1930 per affrontare la Bagnolese. Ma la squadra, al pari di dirigenti e tifosi, aveva accusato il colpo della dura squalifica e disputò forse la peggior partita del suo campionato. Bagnolese – Paganese si concluse con la vittoria dei padroni di casa per 3 a 0.