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La Serie B sfiorata
1976/77: Ad un passo dalla B
Abbiamo subito “rischiato” grosso, in termini di noviziato. “Rischiato”, ovviamente tra virgolette, dopo la promozione del 1975/76, come si conviene a squadre che hanno carattere, determinazione, voglia di arrivare, di combattere, che non si fermano mai, anche contro l’avversario considerato più forte, più difficile. Una serie vale l’altra, sembravano dire a se stessi, dirigenti e calciatori “catechizzati” a dovere da qual mago di Gennaro Rambone, una specie di oracolo cui tutto era dovuto e che - quando asseriva un principio – non doveva essere contraddetto, mai. E si parte, dunque, per l’ennesima avventura, questa volta in serie C.
La squadra è compatta, forte in tutti i reparti; la sua difesa è un bunker imperforabile, il centrocampo una fucina di intenti, l’attacco imprevedibile e spietato. Solo il Bari fa qualcosa in più della Paganese, ma sull’esito delle partite che interessano i pugliesi, decise negli ultimi minuti, anche con calci di rigori quantomeno discutibili, cala il dubbio ed il sospetto di chi vede il Bari come sorretto da una forza non tanto misteriosa. A Pagani ci credono fino a poche settimane dal termine del torneo, specie dopo la vittoriosa gara proprio contro il Bari.
Ci credono un po’ tutti in cuor proprio; anche i redattori del foglio sportivo “ALE’ PAGANESE”. Nella giornata in cui il Bari potrebbe cedere lo scettro, per calcoli fatti, si gioca d’azzardo. Viene stampata in anticipo un’edizione speciale da distribuire a fine gara al Comunale. SIAMO PRIMI, c’era scritto a caratteri cubitali in prima pagina, certo come s’era che il Bari doveva crollare.
Il Bari non crollò e lo scoop giornalistico rimase tale solo nelle intenzioni.
Anche questa – credeteci – è storia vera.