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Dal 2000 al 2003
2000/01: Nuovo millennio, antichi problemi
Il campionato ‘99/2000 costituisce un trampolino di lancio per l’allenatore Franco Villa che lascia la Paganese e, sulla scorta del buon lavoro svolto, viene chiamato a Nocera per guidare quella squadra di serie C. A Pagani si continua a pensare in grande e viene ingaggiato un allenatore di esperienza: Pierino Santin che ha avuto anche una breve parentesi alla guida del Napoli. I risultati che la squadra consegue sono di molto inferiori alle attese ed il rapporto con Santin si interrompe alla 26° giornata dopo il pareggio con il Terzigno sul neutro di Melfi. Viene allora chiamato al capezzale della squadra Gigino Di Giaimo, storico ed indimenticabile giocatore che ha legato per anni il suo nome alla squadra azzurrostellata. Il lavoro di Di Giaimo è tutto proteso verso la conquista della salvezza, unico obiettivo perseguibile dopo innumerevoli passi falsi. E Di Giaimo ci riesce anche se deve infondere alla squadra tutta quella carica agonistica che lo aveva sempre contraddistinto quando calcava i terreni di gioco. La squadra si salva per un solo punto.
2001/02: La crisi societaria viene annunciata dopo la conclusione del campionato 2001/01. Il presidente Lombardi mette a disposizione il titolo perché vuole passare la mano. C’è il pericolo di non scrivere nemmeno la squadra al campionato. Per fortuna ci sono tre colleghi della carta stampata, Carlo Avallone, Peppe Nocera e Carmine Torino, che si incaricano di reperire i fondi per l’iscrizione. Dopo di che si fanno da parte contattando Gaetano Battiloro, un operatore di mercato, che in nome di una cordata di imprenditori, accetta di prendere in mano le redini della società. In panchina viene chiamato Sasà Amato. Nel corso del campionato lo stesso Battiloro facilità l’ingresso in società di Salvatore Righi, un imprenditore napoletano, intenzionato di fare calcio a Pagani. Ma il rapporto Righi – tifoseria non è dei più felici e l’imprenditore napoletano abbonderà la società dopo averla portata alla salvezza con l’aiuto abbondante dell’allenatore Amato.
2002/03: Si cambia ancora in seno alla società. Questa volta è l’avvocato Andrea Torre, fratello dell’indimenticabile Marcello, tentare di risollevare le sorti societari. Con un vero e proprio blitz, Andrea Torre preleva il titolo che è nelle mani di Righi e parte alla grande con ambizioni di alta classifica. Per primo ingaggia nuovamente Franco Villa, poi procede all’acquisto di giocatori di buon livello tecnico. Arrivano così Mennella dalla Palmese, Di Napoli dal Terzigno, Capecchi, Turchetti e Barbaro dalla Nocerina. Ma il pezzo da novanta è Moschino che riesce a risolvere parecchie partite con i suoi tiri al fulmicotone. La squadra comincia alla grande e quando riesce ad espugnare Isernia per due reti a zero in molti tra la tifoseria pesano che potrebbe essere l’anno buono per il salto di categoria. Basta invece un passo falso interno con il Marcianise per far venire a galla tutti i problemi che la giovane società si porta appresso.
Sul finale di campionato Andrea Torre costretto a lasciare la guida della squadra poiché vengono meno gli aiuti promessi da alcuni imprenditori . La squadra viene affidata al capitano – giocatore Michele Califano, che assicura un’autogestione in attesa di tempi migliori