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2006/07: il capitolo più esaltante
Il ferro bisogna batterlo finchè è caldo, diceva un saggio. Ed è stato ben battuto dalla Paganese che con una splendida cavalcata ha ripetuto e - se possibile – migliorato lo standard dello scorso anno. La squadra reduce dalla promozione era stata rivoltata come un calzino. Erano rimasti i soli De Sanzo ed Esposito, mentre anche il condottiero era cambiato: Palumbo al posto di Giacomarro. Le premesse della società erano state chiare: “Faremo un buon campionato – avevano promesso Raffaele Trapani e compagni – di certo, senza svenarci, arriveremo a salvarci tranquillamente”. Questi i presupposti sui quali era stata costruita la squadra da quel mago di Cocchino D’Eboli. Poi, come si suol dire, l’appetito viene mangiando e ci si è accorti che la squadra qualcosa in più della semplice salvezza poteva ottenerla. Dopo aver raggiunto il primo traguardo prefissato, la squadra ha mostrato di non essere affatto paga di quanto ottenuto ed a un certo punto nel torneo si è addirittura sperato, specie quando si sono liquefatte le ambizione del Rovigo, di poter raggiungere la promozione senza passare per la tagliola del play-off. Ma sarebbe stato voler ottenere troppo…
Nei play-off, conquistati senza colpo ferire già in primavera, la Paganese ha sfoderato prestazioni da infarto. Ha conquistato un pareggio meritatissimo a Ferrara dopo aver battuto gli “estensi” al “Marcello Torre”; ha rischiato grosso a Reggio Emilia per poi capovolgere la situazione nella data storica del 17 giugno a Pagani. Che emozioni, ragazzi!