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Riflettori puntati su... - Stagione 2008/09
Orlando Fanasca
29 aprile 2009
Secondo appuntamento de “L’OSSERVATO SPECIALE” dedicato ad Orlando Fanasca, uno dei calciatori azzurrostellati più in forma in questa parte di campionato
Orlando Fanasca nacque 26 anni fa a Marino, paesino in provincia di Roma. Orlando muove i primi passi da calciatore nella Lodigiani, nella quale compie l’intera trafila delle giovanili, dagli Allievi fino alla Prima Squadra. Dal 1999 al 2001 colleziona anche 18 presenze coronate da 6 reti nella Nazionale Italiana Under 16 e Under 17. Probabilmente proprio durante uno di questi incontri in cui veste la casacca azzurra, è adocchiato dagli osservatori della Fiorentina, che lo consigliano al giovane tecnico Roberto Mancini, allora tecnico dei viola. Da qui ha inizio dunque la carriera professionistica di Fanasca e, parallelamente, la sfortuna comincia a perseguitarlo. Nell’anno trascorso a Firenze, viene aggregato in alcune occasioni alla Prima Squadra collezionando anche il primo gettone nella massima serie nazionale, dopo quella in Coppa Italia, continuando a vestire la maglia azzurra, quella dell’Under 19 (4 presenze e 1 rete). Nonostante i buoni presupposti, non c’è tanto da festeggiare: infatti la Fiorentina, dopo aver chiuso la stagione al penultimo posto con la conseguente retrocessione in B, viene dichiarata fallita per i 22 milioni di € di debiti dovendo ripartite addirittura dalla C2.
Si dissolve così i sogno della serie A per Fanasca, che dopo aver assaporato il brivido dell’esordio, è costretto la stagione successiva (2002-2003) a ritornare all’ovile, ovvero alla Lodigiani militante anch’essa in C2. Nella terza squadra della capitale disputa uno dei suoi pochi campionati per intero, siglando anche 3 reti che, però non consentono alla formazione biancorossa la permanenza in terza serie.
Nonostante la retrocessione, il buon campionato dell’attaccante romano viene premiato con l’ingaggio da parte della Ternana, formazione militante nel campionato cadetto. Qui la sfortuna si ripresenta nuovamente per il ventenne Orlando, tenuto lontano per buona parte del campionato dai campi di gioco a causa di un infortunio che ne condiziona la forma fisica. Dal 2003 al gennaio del 2006 raccoglie in maglia rossoverde solo 5 presenze con una rete. Nella sessione invernale del calciomercato viene ingaggiato dal Grosseto, in lotta per la promozione in cadetteria, il quale gli affida la fascia sinistra di centrocampo, contribuendo al quarto posto finale dei toscani. Ritorna alla base, ovvero alla Ternana, intanto era retrocessa in serie C. A Terni avrebbe potuto vivere finalmente una stagione da protagonista, ma il binomio Fanasca – sfortuna non si scinde. Le “fere” vivono una stagione alquanto tribolata con calciatori fuori rosa (tra cui anche Fanasca) senza un motivo ben preciso, a cui è negato il diritto di allenarsi in strutture adeguate e con attrezzature efficienti; come se non bastasse senza poter trovarsi un’altra sistemazione. “È stato un brutto episodio, il ricordo peggiore della mia parentesi alla Ternana, per il resto sicuramente positiva. Preferirei non parlarne, se non altro per evitare di pensarci. Di positivo c’è che nel girone di ritorno sono rientrato in prima squadra, ho conquistato spazio e ho contribuito alla rimonta con la quale abbiamo evitato i play-out. Paradossalmente è proprio la stagione 2006-2007, subito dopo la retrocessione in C1, quella alla quale sono più legato. Oltre alla salvezza, c’è il ricordo meraviglioso del derby vinto con il gol di Zamperini in pieno recupero. Un godimento unico, soprattutto perché vissuto al Liberati, con lo stadio chiuso ma con i tifosi che ci incitavano dalla “greppa” ”.
Ma il periodo da emarginato non si dimentica facilmente: “Rientrai nell’estate 2006 dal prestito al Grosseto, la società decise di mettermi fuori rosa insieme ad altri giocatori. Ancora oggi faccio fatica a capirne il motivo, sentivo parlare di volontà di rifondazione dopo la discesa dalla B. Di certo non mi aspettavo un trattamento del genere, ci sono rimasto molto male”.
Un trattamento che non ha giovato a via Aleardi, subissata dalle cause dei calciatori coinvolti e costretta a sborsare parecchi soldi come risarcimento danni: “Fui tra quelli che intrapresero le via legali: ottenni un rimborso significativo”.
Vicenda che peraltro ha influito pesantemente sulla permanenza a Terni di Fanasca: “Ero in scadenza di contratto, visto il buon rendimento dopo il reintegro, la Ternana mi propose un rinnovo a condizioni interessanti. Rifiutai, dopo le vicende trascorse avevo capito che la mia esperienza in rossoverde era conclusa. Avevo bisogno di cambiare aria”
Deciso a cambiare aria, Fanasca trova asilo alla Salernitana. Inizialmente Agostinelli sembra voler puntare su di lui, ma successivamente decide di mandarlo in prestito già durante il ritiro estivo alla Cisco Roma in Serie C2. Alla Cisco la stagione non inizia nel migliore dei modi collezionando soltanto cinque presenze, cambiando nuovamente squadra nella sessione invernale del calciomercato 2008 dando inizio ad una nuova esperienza, quella con la Paganese.
La seconda parte di stagione è ad alti livelli: sia con Chiappini che con Miggiano, subentrato al primo, trovando ampio spazio, sia da seconda punta che da ala. Diviene uno degli artefice della salvezza, tramite play-out, degli azzurrostellati, con 15 presenze e 1 gol, messo a segno contro la Cremonese.
Nonostante la sua volontà fosse quella di restare a Pagani, rescinde il contratto con la Salernitana, con la quale effettivamente non ha mai giocato, seguendo Miggiano alla Pistoiese insieme a parte dello staff tecnico ed alcuni calciatori, che avevano ottenuto la salvezza a Pagani. “Il mio passaggio alla Pistoiese è stato voluto fortemente da mister Miggiano, il quale ha voluto coinvolgermi nel suo progetto, tutto sommato è stata un esperienza positiva, anche se i risultati non sempre ci hanno aiutati”
Esperienza positiva in quanto gioca regolarmente tutte le gare, spaziando qua e là in tutte le zone d’attacco, a sinistra a centrocampo, come seconda punta e come ala nel tridente, segno della grande versatilità ed intelligenza tattica che l’ha sempre contraddistinto. Corona le 12 presenze in maglia arancione con la rete messa a segno contro il Foggia alla 6° giornata.
Con l’esonero di Miggiano e l’avvento di Polverino trova poco spazio decidendo di andare via a gennaio “Sono andato via perché la società ha deciso di cambiare strategia puntando più sui giovani”
Nella sessione invernale di calciomercato viene contattato dal dg D’Eboli offrendogli l’opportunità di ritornare nella città liguorina. Fanasca non ci pensa due volte, accettando l’offerta. “A giugno ancora non era chiaro il progetto che stava nascendo a Pagani, ho ricevuto molto richieste e ho preso la decisione di trasferirmi a Pistoia. Con molto piacere ritorno a Pagani dove ho trascorso dei mesi bellissimi lo scorso anno. Ho avuto contatti con il direttore D’Eboli, il quale era a conoscenza della mia partenza da Pistoia ed in breve tempo abbiamo concluso la trattativa. Ora spetta a me ripagare la fiducia accordatami dalla società, sperando di offrire il mio degno contributo anche quest’anno” queste le prime dichiarazioni a caldo dopo l’ingaggio a gennaio
Fiducia pienamente ripagata nonostante mancano ancora tre giornate alla fine ed una salvezza ancora da conquistare per la sua grande versatilità che sta dimostrando anche nel 3-5-2 di Capuano. Infatti il ruolo cambia (seconda punta, trequartista) ma la sostanza no. In qualsiasi parte del rettangolo verde venga schierato ripaga la fiducia del mister con tanta fantasia e corsa ma soprattutto con tanto spirito di sacrificio ed abnegazione, lottando fino al triplice fischio finale.
Agli occhi del pubblico paganese Fanasca è migliorato anche sotto il profilo tattico, in quanto la passata stagione in molti occasioni era “innamorato” del pallone, complicandosi la vita in inutili quanto sterili dribbling, forse dovuto soprattutto al basso livello tecnico della compagine azzurrostellata, eccezion fatta per la fantasia di calciatori come Scarpa e Osso Armellino. Quest’anno invece la musica è totalmente cambiata, nella quale ha a disposizione una formazione totalmente differente da quella della passata stagione, non essendo più costretto ad involarsi palla a piede dalla mediana verso la porta avversaria.
In questa seconda esperienza a Pagani e è sempre sceso in campo nei 15 incontri da quando è stato ingaggiato, collezionando 2 subentri e venendo sostituito altrettante volte, per un totale di 1309’.
Ancora il numero 2 presente nella sua avventura azzurrostellata: sia per le ammonizioni, rimediate con Potenza e Perugia, sia per i gol messi a segno prima al “Curi” nella vittoria storica della Paganese sul Perugia, e poi contro la Ternana in casa, marcatura che sa di vendetta per il jolly offensivo. Ci auguriamo, però che lo score realizzativo cresca già da domenica a Sorrento ma soprattutto che la società lo riconfermi per la prossima stagione, lo merita.