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Riflettori puntati su...
Il post terremoto
11.11.09
Chi ha vissuto realmente un terremoto dirà che col calcio questo termine ha poco a che vedere, ed è probabilmente vero. Però, è il termine più adatto per indicare uno scossone e tutto ciò che ne scaturisce dopo, sicuramente più drammatico, infatti le conseguenze sono più dure e difficili da digerire dell’evento stesso. Identico discorso vale nel calcio, Paganese docet.
Il ritorno di Palumbo e il conseguente allontanamento di D’Eboli rappresentano la forte scossa e i giorni seguenti il post – terremoto drammatico. Drammatico perché riaffiorano alla mente tutti i momenti vissuti con il direttore, protagonista di due promozioni, di scelte azzeccate e meno, ma pur sempre personaggio che ha legato, con un doppio filo, il suo nome a quello della Magica Stella, nel bene e nel male. Sul tecnico di Venosa, invece, tanti gli interrogativi riguardo al suo ritorno, dopo le tante affermazioni fatte sul suo conto dopo l’ esonero alla seconda giornata. Additato come artefice principale di una squadra che non convinceva sul piano tecnico, ma soprattutto sul piano fisico, per questo il suo ritorno ha destato scalpore, ma in realtà è l’unica persona che conosce fino in fondo quest’organico, avendolo plasmato con le sue mani in estate. Un terzo allenatore, ora come ora, avrebbe soltanto allungato i tempi, riducendo le speranze, già ridotte al lumicino, ad una luce fioca, quasi inesistente. Ma dopo un terremoto bisogna sempre rimboccarsi le maniche, e allora Palumbo durante la settimana ha gettato benzina su quella piccola fiamma, inculcando nella testa dei suoi ragazzi che la salvezza non è poi un miraggio. Con il suo ritorno in punta di piedi, quasi silenzioso, ma con una gran voglia celata dal suo solito carattere chiuso, si è messo al lavoro per scrollarsi di dosso la cattiva nomea ricevuta, per una rivincita personale contro tutto e tutti, per dimostrare a se stesso e agli altri che come allenatore vale anche in Prima Divisione.
Ma soltanto con l’aiuto di 21 ragazzi arrabbiati, vogliosi e determinati può riuscire nel suo intento. E già da Monza si è intravisto molto più di qualcosa. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul colpaccio della Paganese al “Brianteo”, eppure dopo una prestazione ad alti livelli, dopo aver bloccato tutte le iniziative biancorosse ed aver creato grattacapi a Westerveld, la Paganese ha ottenuto quello che meritava. Qualche settimana fa, per questa stessa rubrica, si parlava di sfortuna, o meglio della fortuna che non aiutava questa squadra. Bene, a Monza finalmente la Dea Bendata si è ricordata anche della nostra amata, anche se è risaputo che la fortuna aiuta gli audaci. E questa squadra ha osato, è stata audace al punto giusto da sferrare il colpo del ko a 10’ dalla fine con Izzo, seguito al 92’ da un pallonetto di pregevole fattura di Loris Tortori, che con 3 gol diviene il bomber azzurrostellato.
Emblematico che, a porre fine a questo digiuno di vittorie (l’ultima a Perugia il 29 Marzo), sia stato Pasquale Izzo, uno dei fedelissimi di Palumbo e l’elemento forse più qualitativo di quest’organico, uno di quelli che non si arrende mai anche se l’avversario erige un muro. Accenno particolare anche a Tortori, giovanotto scaricato dalla Lazio che sta sfoderando a Pagani prestazioni davvero buone, frutto di sacrificio ed abnegazione. Qualità, queste ultime, che appartengono a tutto l’organico, e che si intravedono da tanto tempo, ma che non sono mai state ripagate. Adesso si è rotto anche il ghiaccio, ma occorre romperlo anche in casa, dove l’urlo di gioia è strozzato in gola da tanto, troppo tempo, da quasi 8 mesi. E’ arrivato il momento giusto, il momento più adatto, domenica prossima contro il Como, coinquilina dell’ultima piazza. Una vittoria rappresenterebbe il convinto prosieguo dei lavori, cominciati a Monza, per la ricostruzione post – terremoto.