CASTELLI: Impossibile fare peggio. Arrivato a Pagani in cerca di riscatto dopo un’annata difficile a Foggia, costellata da infortuni e panchine, si mette in luce soprattutto per le sue amnesie che costano alla Paganese punti importanti. D’accordo con la società, fissa la rescissione contrattuale dopo appena 6 giornate: la sua cosa migliore della sue breve esperienza azzurrostellata – VOTO 4
MELILLO: Ritorna a Pagani a tre anni dalla trionfale stagione che sancì la promozione tra i Pro degli azzurri, di cui fu uno dei protagonisti. Il suo ritorno è da dodicesimo prima di Castelli, poi di Pantanelli. Ciò che lo contraddistingue è la sua voglia, che nota anche Capuano. Sfrutta le indecisioni del “Panta” per scendere in campo nella gara col Taranto, conquistando così il posto da titolare inamovibile. Tante parate, tre gol subiti e zero sconfitte: numeri che gli hanno regalato una pagina sul Corriere dello Sport di sabato scorso e la quasi sicura conferma per il prossimo anno – VOTO 9
PANTANELLI: Portiere dall’esperienza indiscussa. Ma in Lega Pro si sa che quando ti affidi ad un calciatore che ha calcato palcoscenici importanti, l’effetto potrebbe essere anche negativo. Con Pantanelli si può parlare di stagione a due facce: la prima parte (dalla 7° quando subentrò a Castelli) caratterizzata da prestazioni brillanti, coronate anche dalla neutralizzazione di due rigori. Poi, da gennaio, è cominciata la fase di declino del numero uno, caratterizzato da incertezze e problemi fisici. Il voto è la media tra la prima parte di stagione (8) e la seconda (4) – VOTO 6
DIFENSORI
ASTARITA: Lo scorso anno ha giocato fra Paternò e Sapri, serie D. D’Eboli ha scommesso su questo 26enne di Cercola, che ha ripagato. Messo ai margini durante il girone d’andata, diventa uno dei capisaldi della squadra, sfruttando le squalifiche di Imparato e De Giosa. In campo è a dir poco roccioso: sia di testa che coi piedi. A fine campionato ha vissuto un periodo non brillante, forse a causa della fatica accumulata. Una bella scoperta – VOTO 7.5
BOMBARA: Arrivato come uno dei giocatori con più qualità in questo gruppo. Scuola Messina, vantava anche una presenza nella massima serie. Fatto sta che Capuano decide di sbarazzarsi subito di lui, affidandosi prima ad Ingrosso poi a Bacchi per la fascia mancina. Pochi minuti messi su, troppo sopravvalutato, ha meritato la bocciatura – VOTO 4.5
CHIAVARO: Stesso discorso di Astarita. Tanta C2, addirittura in parabola discendente dopo i due anni in serie D. Tuttavia la Paganese decide di affidarsi a lui, almeno per avere una buona alternativa in panchina. Ma il buon Agatino non ci sta, e appena Imparato commette qualche indecisione di troppo, lui è lì alla finestra a prendere il suo posto. Entra a metà girone d’andata e non ne esce più, fra gare senza sbavature e qualche tentativo di affondo in attacco. Da riconfermare assolutamente – VOTO 8
COSTANZO: Classe ’88, cresciuto nel Catania, questo ragazzo siciliano pur essendo uno dei punti fermi della Rappresentativa Under 21 della Lega Pro del CT Veneri, non trova mai spazio nei pochi mesi a Pagani. Ritorna alla base a gennaio.
DE GIOSA: L’unico superstite insieme a D’Andria della passata stagione. Diventa capitano di questo gruppo, riuscendo a coinvolgere soprattutto umanamente i suoi compagni nel progetto Paganese. Rispetto alla passata stagione mette in luce anche le sue qualità da terzino di spinta nel quintetto di centrocampo, con risultati forse migliori che da centrale. Porta la sua firma lo storico gol al “Curi” di Perugia al 92’. Potrebbe anche restare, ma fioccano le richieste dai cadetti dopo quattro anni ad alti livelli in terza serie – VOTO 7.5
IMPARATO: Uno dei giovani su cui Capuano contava. In comproprietà fra Catania e Salernitana, il giovane difensore lascia a desiderare nelle prime apparizioni, pagando forse lo scotto con una piazza importante. Relegato in panchina, riesce a trovare spazio, più che nel terzetto difensivo, come quinto di destra con mansioni di contenimento. Compito che riesce a portare a termine abbastanza bene, riprendendosi dall’amnesia iniziale. Si mette in mostra per le nove ammonizioni subite e le due espulsioni che l’ hanno reso un habituè delle squalifiche – VOTO 6
LEGITTIMO: Giovane promettente, proveniente dalla Primavera del Lecce e in cerca di riscatto dopo l’esperienza di inizio anno a Pistoia. La Paganese gli dà fiducia, ma è chiuso dai vari Bacchi, Esposito e De Giosa che si sono alternati sull’out sinistro di centrocampo. Racimola 4 presenze, troppo poco per giudicarlo.
TACCOLA: Ribattezzato “The Wall” dai tifosi azzurrostellati per la sicurezza con cui blocca gli avversari. Biancolino, Evacuo, Rigoni, sono solo alcuni di quelli che hanno assaggiato le unghie del navigato difensore in una stagione che l’ha consacrato simbolo della miglior difesa del torneo. Il curriculum parlava da sé, ma anche l’anagrafe: Taccola ha preferito far prevalere il primo. Pochi gli scivoloni, tante le volte che si è guadagnato la palma di migliore in campo, sterilizzando le avanguardie avversarie. Pesa su di lui solo la pesante squalifica post - Crotone. La sua volontà è quella di restare, speriamo coincida con quella della società. INVALICABILE – VOTO 10
CENTROCAMPISTI
BACCHI: Fornisce spinta e qualità al centrocampo azzurrostellato. Anche per lui si trattava del primo palcoscenico importante, la seconda stagione in Prima Divisione, la prima da protagonista. Dopo alcune partite da titolare, un infortunio a metà ritorno lo costringe a restare lontano dai campi di gioco per un po’, condizionando quello che sarà il prosieguo della stagione. Tuttavia, si può parlare di una bella scoperta e di uno su cui poter puntare anche il prossimo anno – VOTO 7.5
BERARDI: Il “rosso” centrocampista, dopo 6 anni a San Marino, giunge a Pagani forte di esperienze importanti soprattutto in Seconda Divisione. Fin da subito, Capuano gli affida le chiavi di centrocampo giocando regolarmente quasi tutte le partite risultando sempre fra quelli più in palla. Mastino del centrocampo, lotta con foga su ogni pallone e li smista alla perfezione per i compagni. Impossibile non riconfermare uno degli artefici della salvezza – VOTO 8.5
CAPODAGLIO: Giovane e con poca esperienza, è uno dei centrocampisti più qualitativi della Paganese. Dopo un girone d’andata giocato quasi interamente, era destinato a giocare ancor di più nella seconda parte come sostituto di Tisci, ma il cambio di modulo e l’avvento di Cucciniello gli fanno collezionare solo panchine. Probabile una sua riconferma, volendo attenersi al contratto che gli scade nel 2010, ma non è detto che cambi aria – VOTO 5.5
CARACCIOLO: Le redini del centrocampo sono state affidate e comandate dall’esperto mediano leccese. Un lusso per la categoria, date le sue esperienze fra i cadetti, ripaga alla grande, dimostrando di appartenere insieme a Taccola alla schiera di nonnetti con ancora tanta voglia di giocare. Semplicemente perfetto in quasi ogni gara mettendo la sua faccia, nel vero senso della parola, sulla salvezza: la sua doppietta contro il Lanciano è servita per avere la meglio sugli abruzzesi nella classifica avulsa. Forse un po’ troppo cattivo. In odore di riconferma – VOTO 9
CUCCINIELLO: Appartenente ad uno dei settori giovanili più importanti del momento, quello della Sampdoria, arriva a Pagani con la consapevolezza di giocarsi un grande chance dopo la parentesi infelice di Perugia di inizio anno. Si presenta al pubblico paganese subito con un gol, che dimostra le sue qualità tecniche, oltre a quelle fisiche. Dotato di buoni piedi e intelligenza, diventa il figlioccio di Caracciolo e Berardi in termini di rocciosità. Ritorna a Genova con un bagaglio davvero pesante – VOTO 7
D’ANDRIA: Altro superstite della scorsa stagione oltre a capitan De Giosa, ma non trova mai spazio nelle gerarchie di Capuano. Va a farsi le ossa a gennaio fra i dilettanti all’Atletico Puteolana.
FIORENTINO: Questo ragazzo, che negli ultimi anni ha messo su meno di 10 presenze, è sempre stato frustato da infortuni dovuta alla gracilità fisica. Si mette in mostra a Pagani soltanto per la sua partecipazione al Torneo di Viareggio con la maglia del Bari, società che ne detiene il cartellino. Per il resto un solo misero gettone.
ESPOSITO: E’ stato il primo grande acquisto della Paganese, voluto fortemente da Capuano che se l’è portato un po’ ovunque. Doveva raccogliere la difficile eredità di Scarpa, se non altro per le sue doti umane più che per modo di giocare, visto che ha caratteristiche differenti dal granata. Si occupa più della fase difensiva che di quelle offensiva e tutta la squadra ne risente. E’ però un jolly nelle mani di Capuano che lo sposta in qualunque zona del centrocampo ottenendo buoni risultati. Si aspettava qualcosa in più – VOTO 6.5
INGROSSO: Decisamente il calciatore con più esperienza, guardando al suo curriculum che vanta anche alcune stagione in Serie A con la maglia del Bari. Tuttavia, il passato è passato e vive a Pagani pochi mesi tribolati, culminati con la rescissione contrattuale che fa bene sia a lui sia alle tasche della società – VOTO 4
IRACI: Escludendo D’Andria, è il più giovane del gruppo. Cresciuto nella Primavera del Bari, dopo l’esperienza a Noicattaro dello scorso anno, era alla prima esperienza importante. Capuano si è affidato a lui soprattutto a partita in corso, cercando di sfruttare il suo estro e la sua corsa da vero indemoniato. Dotato anche di buona tecnica, si è dimostrato una valida alternativa sull’out destro fino alla consacrazione di cominciare dal 1’. Ritorna nel capoluogo pugliese molto cresciuto – VOTO 7
STENTARDO: Passerà alla storia della Paganese come una qualunque meteora. Poche presenze, pochissime da titolare, per un centrocampista di cui si era parlato bene e che era stato il “colpo” finale della campagna acquisti estiva degli azzurrostellati. E’ anche vero che è stato chiuso da Caracciolo e Berardi, ma non ha fatto tanto per mettersi in mostra, a parte sbarcare a gennaio alla Juve Stabia.
TISCI: A conti fatti, il bomber della Paganese. E pensare che proprio grazie ad una sua doppietta stavamo rischiando di essere risucchiati nei play-out. Dimostra di essere un lusso per la categoria, dando qualità ad una squadra che non ne aveva. Purtroppo anche il suo salario era da categorie superiori, e a malincuore Trapani ha dovuto rinunciare a lui. Sicuramente non era sua intenzione abbandonare Pagani sia per il gruppo che si era formato sia perché ormai era diventato il beniamino dei tifosi. Tifosi che però potrebbero essere riaccontentati: si parla di un suo ritorno già dal prossimo anno – VOTO 8
ATTACCANTI
DE LORENZO: La classica scommessa di D’Eboli. Giovane punta che si era fatto valere nei meandri della Promozione e scaraventato direttamente in terza serie. Per caratteristiche fisiche l’unica prima punta a disposizione di Capuano, ma decisamente troppo giovane ed inesperto. Paga anche lui l’epurazione di inizio anno. Necessitava ancora di qualche anno di gavetta – VOTO 5.5
DI COSMO: Zenga a stento voleva privarsi di questo attaccante sudamericano dopo averlo portato con sé in ritiro. D’Eboli riesce a strapparglielo e lo regala a Capuano. Il suo biglietto da visita non vale il suo rendimento. Assolutamente evanescente, si rende protagonista soltanto nella gara d’andata con il Perugia con la doppietta ammazza – grifoni. Davvero troppo poco per un attaccante presentato come il salvatore della patria – VOTO 5
DIOGO MONTEIRO: D’Eboli l’aveva etichettato come uno degli under più promettenti del calcio italiano. Di proprietà dell’Udinese, si giocava a Pagani la sua opportunità che poteva dargli la consacrazione. Si mette in mostra per le sue giocate infiammanti, a volte anche troppo leziose. Non tante le partite, ma si vedevano i suoi miglioramenti soprattutto sul piano del gioco corale. Poi il giallo sulla sua improvvisa fuga, che ha lasciato a bocca aperta un po’ tutti. Per chi ambisce a palcoscenici più prestigiosi, bisogna crescere anche dal punto di vista mentale – VOTO 6
FANASCA: Tanti volevano una sua riconferma dopo la buona annata scorsa. Tuttavia, ritorna a Pagani dopo l’inizio anno a Pistoia. Tanto sacrificio, tanta buona volontà, tante belle giocate e tanto spirito di squadra alternate a pochissime prestazioni opache. Sia da seconda punta, sia da trequartista, a volte anche da terminale offensivo, ci mette il suo per raggiungere la sua meritata seconda salvezza consecutiva azzurrostellata. Speriamo finalmente in una sua riconferma – VOTO 9
FERRERO: Importato dall’Argentina da D’Eboli, doveva colmare la lacuna della prima punta che mancava nello scacchiere di Capuano. Per qualità fisiche ci siamo, ma mancava di tecnica e di senso del gol, componenti fondamentali per un buon attaccante. Alla fine pochi mesi segnati dal disgusto di vederlo in azione – VOTO 4
LASAGNA: Se si esclude Tisci, è il bomber della squadra con appena 3 gol all’attivo, di cui 2 segnati soltanto nelle prime tre giornate (in casa con Foligno e Pistoiese). E pensare che sarebbero potuti essere molti di più se il giovane attaccante siculo godesse di uno spiccato senso del gol. Come dimenticare l’incredibile errore a porta vuota con il Benevento e quello di alcune settimane orsono con l’Arezzo?! Tuttavia, fare gol non è nel DNA di questo ragazzo che alla sua prima stagione tra i professionisti si è comunque guadagnato un posto importante nelle gerarchie di Capuano. Molto meglio da seconda punta, peccato per i frequenti mal di schiena – VOTO 7
MENDIL: La Paganese lo seguiva da troppo tempo. Non ripaga le attese, diventando in pratica un fantasma quando viene chiamato in causa. Si aspettavano i suoi gol, che in carriera non sono stati comunque tantissimi, invece arrivano soltanto figuracce su figuracce. Sopravvalutato – VOTO 3
ZARINEH: Capuano finalmente trova il suo ariete. Non segna caterve di gol (solo 2 i suoi centri), ma quando lo fa è devastante: regala da solo 4 punti alla Paganese con Taranto e Crotone. Bravo nel far salire la squadra, è una spina nel fianco per tutte le difese quando arrivano palle alte. Con la palla a terra la storia cambia: dribbling abbastanza goffi e poca lucidità sotto porta, che hanno fatto mangiare le mani in più di un’occasione al tecnico azzurrostellato – VOTO 7
L’ALLENATORE
CAPUANO: Il solo nome era una certezza. Dopo aver girovagato mezzo Sud, arriva anche a Pagani, cercando di imprimere una mentalità vincente ai suoi ragazzi. L’inizio è un po’ disastroso, tenendo presente che la squadra era ex novo, poi il derby interno perso con la Cavese segna la svolta per lui e l’intero team. Tre vittorie consecutive e il sogno salvezza che comincia a diventare realtà. Dopo l’attimo di sbandamento di inizio ritorno, la squadra comincia ad inanellare punti preziosi, fino a cadere al limite della zona play-out dopo le sconfitte in casa col Gallipoli e di Cava. Ancora i metelliani nel destino azzurrostellato: quella del “Lamberti” è stata l’ultima sconfitta della Paganese 2008/2009; dopo solo pareggi e vittorie. A dire il vero il segno “X” ha caratterizzato ampia parte di questa serie positiva e stava per diventare un arma a doppio taglio dopo l’ennesimo 0-0 interno con l’Arezzo che rinviava tutto all’ultima giornata. Qui è stato bravo il mister a motivare la squadra, facendo leva sulla voglia di questi ragazzi più che sulle loro potenzialità. Mai ha negato di avere una squadretta fra le mani, forse lo faceva per motivarli ancora di più. Forse alla salvezza non ci credeva neppure lui dopo la sconfitta a Foligno (“La squadra è alla frutta”), ma con tanta abnegazione l’ha salvata “dai cipressi”, per usare espressioni a lui tanto care e che sottolineano il miracolo compiuto. Adesso il suo futuro non sarà azzurrostellato, ma rimarrà come uno degli artefici di questa “miracolo”. GENERALE– VOTO 10