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L'avversario di turno
Pro Patria
E' una Pro Patria profondamente rinnovata quella che si presenterà al “Marcello Torre” dopo la clamorosa delusione nella finale play-off persa incredibilmente in casa con il Padova, nel giugno scorso, al termine di una stagione con una profonda crisi societaria culminata con il fallimento ad Aprile per la scellerata gestione di Giuseppe Zoppo. La storica società biancoblù, con alle spalle 16 campionati nella massima serie, una partecipazione alla Coppa delle Alpi, tre Campioni del Mondo ed uno Olimpico, ha rischiato seriamente di sparire dal panorama calcistico nazionale, venendo salvata per il rotto della cuffia dalla Famiglia Tesoro, che ha ridato nuova linfa al sodalizio, sapendo ripartire con rinnovate e concrete ambizioni, a partire dalla caccia a quella Serie B che a Busto Arsizio, manca ormai dalla stagione 1965-66. Della squadra che ha sfiorato la serie cadetta, sono partiti in molti e rimasti in pochissimi. Alcuni come Do Prado, Dalla Bona, Pisani ed il tecnico Lerda, sono saliti di categoria altri come Correa, Fofana, Music, Anania, Toledo sono, invece, rimasti in Lega Pro, approdando sempre in formazioni molto ambiziose. Per la ricostruzione la Famiglia Tesoro, è partita dal tecnico Beppe Manari, la scorsa stagione secondo di Lerda, coadiuvato da Raffaele Di Fusco, ex portiere del Napoli e pochi confermati come il portiere Giambruno, i difensori Polverini e Morello, i centrocampisti Bruccini e Cristiano e l'esterno Melara.
Il giovane Presidente Antonio Tesoro, lavorando in prima persona ha costruito una rosa ambiziosa con un mix di giovani di belle speranze ed esperti a garantirsi una squadra che, almeno sulla carta possa combattere per le prime posizioni. Tra i giocatori conosciuti spicca il trentenne Matteo Serafini, centrocampista avanzato che un paio di stagioni fa, con la maglia del Brescia, ha rifilato una tripletta a Buffon, quindi il portiere Caglioni al rientro dopo una squalifica di due anni, i difensori Pivotto (ex Roma, Chievo e Ravenna), Barbagli (Arezzo), Geppy Rinaldi (Foggia), Chiecchi (Modena, Chievo), Masiero (Ancona, Vicenza), il centrocampista Passiglia (Perugia ed Arezzo), Aquilanti (Benevento e Fiorentina) ed in avanti SpideRipa, arrivato dal Sorrento e Mathias Urbano, punta argentina andato a bersaglio anche in Coppa Libertadores. A completare il rosteer bustocco giovani come Som, esterno, la scorsa stagione al Carpenedolo, ma di proprietà del Parma, Pacilli (Avellino), l'interessante centrocampista svizzero Alessandro Lombardi, la punta di peso Paponetti (ex Pescara e Crotone) e Sarno, ancora giovanissimo con alle spalle esperienze a Torino, Sangiovannese e Potenza, elemento di grande tecnica individuale, pericoloso sui calci piazzati, ma troppo innamorato del pallone.
La squadra impostata da Manari gioca con un 4-2-3-1, ma non ha ancora trovato una propria identità, a causa dei diversi arrivi, proprio nelle ultime ore di calciomercato, ed alcuni dei quali in ritardo di condizione. Le prime due giornate disputate contro Pergocrema ed Alessandria, i tigrotti hanno giocato con una formazione rimpolpata da giovani per sopperire alle assenze, soprattutto in difesa, andando incontro a due sconfitte. Le cose sono, poi, cambiate con la gara interna con il Perugia, in cui i biancoblù hanno potuto beneficiare degli innesti di Barbagli e Rinaldi al centro del pacchetto arretrato, dando solidità a tutta la squadra che già alla fine della prima frazione di gioco aveva chiuso la pratica con gli umbri. A Benevento, ultima trasferta, gli uomini di Manari si erano portati meritatamente in vantaggio con una rete di Serafini, sfiorando il raddoppio in più occasioni, ma venendo raggiunti poi nella ripresa per un calo fisico dovuto ad una condizione ancora non al top. Domenica scorsa contro il Lecco, terzo scivolone stagionale e secondo interno, dovuto più che altro a clamorose leggerezze nella ripresa con Som che ha in pratica regalato un ingenuo rigore ai lecchesi e Rinaldi che, a dieci dal termine, ha commesso una leggerezza in fase di disimpegno spianando la strada della vittoria ai blucelesti, fino a quel momento assolutamente innocui. Una sconfitta, inaspettata che ha fatto scattare il campanello d'allarme per il Presidente Tesoro, il quale ha subito imposto il silenzio stampa alla squadra, protetto il tecnico Manari e chiamando a più attenzione i giocatori specialmente quelli più esperti, esortando l'allenatore a mandarli in panchina o anche in tribuna se il loro impegno venisse meno.
Una Pro Patria che affronta, quindi, la trasferta di Pagani con diversi problemi, mancanza di amalgama nella squadra, giocatori ancora ai bordi del campo per infortunio come i difensori Morello e Polverini ed il centrocampista Passiglia, altri con recenti ko, come il prezioso jolly Bruccini. Ed il resto della truppa alla ricerca della condizione migliore specialmente in avanti dove Melara lamenta problemi muscolari e non regge tutti i 90 minuti; Ripa, Paponetti e soprattutto Urbano, non sono al meglio.
Pro Patria che, quindi, si presenterà in Campania con la seguente formazione: Caglioni tra i pali, difesa con Aquilanti scalato a destra, al centro gli esperti Pivotto e Rinaldi, a sinistra Barbagli. Centrocampo con Lombardi e Cristiano davanti alla difesa, Melara a destra anche se non al meglio, giocatore fisico che si produce in sgroppate in profondità, a sinistra Pacilli elemento dotato di grande tecnica ma ancora con le gambe pesanti, Serafini dietro la punta Ripa. In panchina: Giambruno, Chiecchi, Som, Rudi, Sarno, Urbano, Paponetti.
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